Perché rivolgersi al nutrizionista?

5 motivi per rivolgersi al nutrizionista

Sono molto orgogliosa di fare parte dello Staff delle Terme di Riolo e voglio approfittare di questa opportunità per spiegare a quanti di voi si affidano alle terme e alle indicazioni dei medici che ne fanno parte in cosa consiste il mio lavoro e quali sono, secondo me, i 5 motivi per rivolgersi al nutrizionista.

Innanzitutto, cosa fa un nutrizionista?

Il suo ruolo è quello di educare ad una sana alimentazione e valutare lo stato nutrizionale di chi si rivolge a lui. Personalmente trascorro molto tempo a spiegare i principi di una corretta alimentazione durante gli appuntamenti. Che si tratti di quanta e quale acqua bere, di quali grassi, carboidrati o proteine andrebbero evitati, cerco sempre di spiegare e giustificare le scelte nutrizionali che suggerisco. L’educazione ad un corretto stile di vita è una delle cose più importanti che insegna un nutrizionista. Tutti mangiamo, facciamo la spesa e cuciniamo, ma sappiamo davvero tutti cosa significa nutrirsi? Sappiamo quali siano le combinazioni alimentari migliori per le nostre esigenze e quali tipi di cottura possono darci il maggiore beneficio? Queste sono solo alcune delle domande a cui un nutrizionista saprà rispondere.

Il nutrizionista prende inoltre in considerazione la storia clinica, le diagnosi mediche ed i livelli di attività fisica, stile di vita e stress. Sulla base di tutte queste informazioni, un nutrizionista fornirà consigli dietetici e suggerimenti sullo stile di vita, personalizzati per soddisfare le esigenze nutrizionali e per affrontare eventuali abitudini che ostacolano i processi di salute e benessere.

  1. Quello che mangi è importante.

Alimentazione e nutrizione non sono sinonimi.

Fornire calorie perché il nostro corpo svolga il suo lavoro è ben diverso che fornire tutti gli elementi affinchè lo svolga al meglio senza appesantire un organo piuttosto che un altro e senza sovraccaricare l’organismo di sostanze che, se non gli occorrono, mette da parte sotto forma di grasso. Ogni giorno su qualsiasi giornale online, sui social o in televisione troviamo sempre qualcuno che ci parla di cibo o di diete miracolose. Tutti parlano di cibo … cosa mangiare, cosa non mangiare. La nostra relazione con il cibo è piuttosto complessa, e lo è stata ancora di più nel periodo di clausura forzata a causa del Covid-19 quando la frustrazione ci ha fatto reagire esagerando in cucina e a tavola.

Il cibo è energia, è carburante.

Il corpo è costituito da cellule che richiedono nutrienti per funzionare in modo ottimale. Inoltre, molte vie metaboliche diverse si svolgono nel nostro organismo in ogni momento; ogni via metabolica si svolge grazie a diverse reazioni chimiche il cui fine ultimo è quello di creare energia, filtrare tossine ed elementi di scarto e decidere ciò che deve essere assorbito dal corpo e ciò che deve essere eliminato. Perché tutte le reazioni si svolgano correttamente, abbiamo bisogno di nutrienti che rappresentano i materiali di cui hanno bisogno le nostre cellule per compiere il loro lavoro. Non abbiamo bisogno solo di proteine, carboidrati (da cereali integrali e verdure), grassi sani ma anche di vitamine e minerali. Le vitamine e i minerali sono importanti per diversi motivi, ad esempio aiutano le nostre cellule a svolgere le reazioni chimiche in minor tempo e servono come antiossidanti tamponando i prodotti nocivi che fisiologicamente si producono durante la produzione di energia. Ecco perché è importante mangiare verdura e frutta che ne contengono una buona quantità e sono in grado di sopperire ai nostri fabbisogni quotidiani proteggendo il corpo dalle malattie e promuovendo la salute.

  1. Ritrovare (o trovare) il benessere.

Capire quale sia la migliore combinazione di alimenti che possiamo mettere ogni giorno nei nostri piatti è fondamentale per mantenere un buono stato di salute e benessere.

A maggior ragione chi si trova già in difficoltà con il peso e magari il suo medico gli ha segnalato alcuni valori scorretti riscontrati negli ultimi esami eseguiti, dovrebbe confrontarsi con un nutrizionista per capire insieme a lui quali comportamenti possono essere modificati per ritrovare uno stato di salute adeguato a prevenire l’instaurarsi di patologie croniche.

  1. Non rivoluzionare ma cambiare.

Attenzione, il nutrizionista non mette a dieta. Sceglie insieme a chi si rivolge a lui quale sia la strategia migliore per cambiare atteggiamento nei confronti del cibo senza però eliminare, se non vi è una patologia che lo richiede, assolutamente nulla. È solo una questione di quantità, qualità e varietà. Il nutrizionista non ti mette in gabbia, anzi, ti libera da quella in cui ti sei messo da solo!

  1. Gestire le intolleranze alimentari e i problemi digestivi.

Ad ogni apparato digerente il suo cibo! Ognuno di noi reagisce diversamente agli alimenti e magari piccoli disturbi possono essere legati ad intolleranze che non si sospetta nemmeno di avere. Il colloquio con il nutrizionista aiuta a capire se ci sono dei cibi che ci fanno male e ci indirizza su come sostituirli.

  1. Prevenire

È largamente riconosciuto dalla comunità scientifica che vi sono svariate patologie croniche che potrebbero benissimo essere prevenute attraverso una sana alimentazione ed un corretto stile di vita, tra cui diversi tipi di patologie neoplastiche

A cura della Dott.ssa
Donatella Fabbro

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