Come ripartire dopo un infortunio

Un po’ di dati

Nel 2019 le denunce di infortunio presentate all’Inail entro il mese di dicembre sono state 641.638, 915 in più rispetto alle 640.723 del 2018 (+0,1%).

I dati mensili rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 98.446 a 100.905 (+2,5%), mentre quelli “in occasione di lavoro” sono scesi da 542.277 a 540.733 (-0,3%). Sono purtroppo ancora numeri elevati nonostante l’applicazione delle normative vigenti in termini di sicurezza e prevenzione sul lavoro. Fondamentale è il pronto recupero post-infortunio per limitare quanto più possibile le disabilità.

Le Terme: un valido appoggio per ripartire

Studi scientifici dimostrano che il maggior recupero lo si ha nelle prime settimane dopo l’evento traumatico. Ottimi sono i risultati che si ottengono dalla combinazione fra terapia elettromedicale e terapia riabilitativa in acqua termale.
Tra le tecniche riabilitative più recenti ed efficaci, si distingue l’idrochinesiterapia. Spesso erroneamente associata all’aquagym o confusa con la ginnastica in acqua, l’idrochinesiterapia in realtà è una vera e propria tecnica riabilitativa che sfrutta l’elemento acqua come strumento terapeutico per attivare i processi metabolici, migliorare i movimenti muscolari, ridurre il dolore.
C’è un’enorme differenza con la ginnastica in acqua: quest’ultima è un’attività motoria, svolta da qualsiasi persona in condizioni di benessere. L’idrochinesiterapia invece è un percorso rieducativo rivolto a pazienti che hanno disturbi motori, con minori o maggiori disabilità, tanto è vero che va svolta con personale qualificato con una preparazione specifica, perché utilizzare l’acqua come strumento terapeutico non significa semplicemente far immergere il paziente in piscina.

Questa metodica si distingue in idrochinesiterapia assistita, che prevede l’intervento del fisioterapista in acqua con il paziente, e l’idrochinesiterapia guidata, dove il paziente svolge gli esercizi in acqua da solo con la supervisione dal fisioterapista dall’esterno.
Ulteriore valore aggiunto con ulteriori benefici è l’esecuzione di idrochinesiterapia in acqua termale. L’acqua salsobromoiodica favorisce il galleggiamento, rendendo meno faticosa la seduta di terapia e allo stesso tempo è un acqua ricca di sali minerali, con diverse attività: antalgica, antiinfiammatoria, drenante.


Dott. Andrea Flamigni
Spec. Idrologia Medica
Direttore Sanitario
Terme di Riolo Bagni Srl